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	<title>lapatty.it &#187; libri</title>
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	<description>il blog succulento</description>
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		<title>L&#8217;eleganza del riccio</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 22:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[films]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Due anni fa la mia amica Margherita mi regalò questo libro, che ancora non conoscevo. Nella pagina iniziale mi scrisse che tutti abbiamo bisogno di un Monsieur Ozu che ci guardi con un occhio insospettito. In effetti sì, tutti ne abbiamo bisogno. &#8220;L&#8217;eleganza del riccio&#8221; di Muriel Barbery è un libro bellissimo, per la storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2011/01/eleganza-del-riccio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-503" style="margin: 5px;" title="eleganza-del-riccio" src="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2011/01/eleganza-del-riccio.jpg" alt="" width="143" height="228" /></a>Due anni fa la mia amica Margherita mi regalò questo libro, che ancora non conoscevo. Nella pagina iniziale mi scrisse che tutti abbiamo bisogno di un Monsieur Ozu che ci guardi con un occhio insospettito.</p>
<p>In effetti sì, tutti ne abbiamo bisogno.</p>
<p>&#8220;L&#8217;eleganza del riccio&#8221; di <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Muriel_Barbery">Muriel Barbery</a> è un libro bellissimo, per la storia e per il modo in cui è scritto, sotto forma di doppio diario, alternando le pagine scritte da Paloma, 12 anni, bambina molto più sveglia della media, attenta osservatrice del mondo che la circonda, e molto diversa dagli altri componenti della sua famiglia, madre depressa che parla con le piante, padre politico, la sorella Colombe&#8230;</p>
<p><span id="more-382"></span></p>
<p>&#8230;e quelle di Renée, la portinaia del palazzo dove vivono,  al n. 7 di Rue de Grenelle, Paris, una serie di ricchi condomini a cui deve nascondere la sua vera natura, per non sconvolgere la loro idea di &#8220;portinaia&#8221;.. che cosa direbbero se sapessero che legge Tolstoj?</p>
<p>L&#8217;incontro tra le due e l&#8217;avvento di Monsieur Ozu appassionato di cinema giapponese come Renée, sconvolge le loro vite, al punto che la bambina rinuncerà ai suoi buffi propositi rivoluzionari e Renée potrà essere se stessa.</p>
<p>Mi appassiono alla storia, immaginando i luoghi, i visi, ipotizzando un finale diverso (così da dimenticarmi quello realmente scritto nel libro, visto che non mi piace, come epilogo..), uno di quei libri che vorresti non finissero, vorresti continuare a leggere delle loro vicende, le storie dei protagonisti. Assaporo con la fantasia i biscotti preparati da Manuela l&#8217;amica portoghese di Renée, sento le fusa del gatto Lev, immagino lo sciacquone musicale&#8230;</p>
<p>Poi un giorno un simpatico signore francese della Pathé si presenta dove lavoro con una cassetta da proiettare, un film che stanno vendendo in Italia. Come al solito mi tocca chiacchierare con i clienti di turno nelle lingue più disparate (ormai è diventata una piacevole abitudine, cosa che solo qualche anno fa sarebbe stata impensabile!), in questo caso in un misto di EnglishFrançais&#8230;</p>
<p>Si prova la cassetta in sala, per vedere se funziona e.. parte il film, nero, appare in faccione di una bambina dai riccioli biondi, occhialini tondi e sottili, che riprende con una telecamera.. &#8220;Je m&#8217;appelle Paloma, j&#8217;ai 12 ans et le jour de mon prochain anniversaire je me suiciderai..&#8221; Oddio che mi venga un colpo! E&#8217; proprio lei, la bambina del libro, è Paloma, e il film è il nuovissimo L&#8217;Hérisson!</p>
<p>E così poi il film, una volta uscito in Italia, l&#8217;ho anche visto, e mi è piaciuto.. certo il libro è il libro, però anche il film non è male.</p>
<p>L&#8217;espediente della telecamera, necessario per poter riportare il diario racconto, stravolge a tratti la storia. Il film non poteva durare ore e ore, avranno pur dovuto abbandonare parte del racconto, le descrizioni dei condomini per me più curiosi..</p>
<p>Peccato solo che non abbiano scelto di cambiare il finale, è tornato a sorprendermi e ci sono rimasta male un&#8217;altra volta.</p>
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		<title>Il bonèt</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 13:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo chiesto a Babbo Natale un bel libro di ricette piemontesi, per imparare qualche piatto della mia regione. Così uno dei pacchetti aperti nella foga pre-pranzo è stato &#8220;365 volte Piemonte a tavola&#8220;, Editrice Il Punto, Piemonte in Bancarella. Non solo un libro di ricette, ma di curiosità su tradizioni culinarie piemontesi, con descrizioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo chiesto a Babbo Natale un bel libro di ricette piemontesi, per imparare qualche piatto della mia regione.</p>
<p>Così uno dei pacchetti aperti nella foga pre-pranzo è stato &#8220;<a href="http://www.piemonteinbancarella.it/index.asp?a=lib182">365 volte Piemonte a tavola</a>&#8220;, Editrice Il Punto, Piemonte in Bancarella.</p>
<p>Non solo un libro di ricette, ma di curiosità su tradizioni culinarie piemontesi, con descrizioni di oggetti del passato, dimenticati o dei quali non conoscevo l&#8217;esistenza.. di quegli oggetti che avevo visto solo nella &#8220;crota&#8221; su ad Oncino.</p>
<p>Curiose anche le descrizioni dei menu di una volta (o minute), con portate ormai passate di moda, e denominazioni talmente obsolete da far sorridere.</p>
<p>Mi è piaciuta molto la parte iniziale con i proverbi piemontesi, a tema. Il dialetto scritto è molto diverso dal parlato, per cui per capire ciò che leggevo, dovevo farlo ad alta voce: &#8220;La mej carn a l&#8217;é cola tacà a l&#8217;òss&#8221;, tanto per dirne uno.</p>
<p>A dispetto del titolo, le ricette non sono una per giorno, ma ci sono le ricette più tipiche della zona.</p>
<p><span id="more-364"></span>Per cominciare ho voluto preparare il bonèt.<br />
Una botta calorica non da poco, e se non si bada alla forma, mi è modestamente venuto proprio bene!</p>
<p>Ingredienti:<br />
4 tuorli<br />
2 uova intere<br />
200 gr zucchero<br />
80 gr cacao amaro<br />
100 gr amaretti macinati<br />
1 litro latte</p>
<p>Preparazione:<br />
Sbattere i tuorli, le uova e metà dello zucchero, aggiungere gli amaretti macinati e il cacao. Nel frattempo far intiepidire il latte e aggiungerlo all&#8217;impasto, stando attenti che non si formino grumi.<br />
Caramellare lo zucchero rimasto e rivestire uno stampo da plumcake, velocemente per evitare che lo zucchero si indurisca. Versare la crema e cuocere a bagnomaria in forno già caldo per circa un&#8217;ora.</p>
<p>Una volta tirato fuori dal forno, ho lasciato raffreddare fuori all&#8217;ingresso (a mo&#8217; di Nonna Papera, temendo l&#8217;avvento del gatto dei vicini).<br />
Il problema si è presentato al momento di sformare il bonèt per portarlo in tavola: ha fatto letteralmente splat sul piatto e si è decisamente abbandonato, perdendo la sua forma e dividendosi in due parti con una faglia non da poco.. peccato.. però.. me lo sarei mangiato tutto insieme!</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2011/01/bunet.jpg"><img class="size-medium wp-image-407 aligncenter" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="bunet" src="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2011/01/bunet-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Il profumo, il sapore.. proprio da vero bonèt!</p>
<p>Altre ricette da provare, prossimamente, le ancioe al vert, e i persi pien, quando sarà stagione.</p>
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