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	<title>lapatty.it &#187; varie</title>
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		<title>I tormenti di una tifosa biancoblu</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 18:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera si conoscerà il nome della squadra che l&#8217;Ambrì affronterà nella finale salvezza che deciderà se questa squadra merita di rimanere in LNA o se, chissà. Immaginare la propria squadra nella serie cadetta non è facile, certo è che ora siamo ad un passo dalla retrocessione. Avevo cominciato a seguire l&#8217;hockey su ghiaccio al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera si conoscerà il nome della squadra che l&#8217;Ambrì affronterà nella finale salvezza che deciderà se questa squadra merita di rimanere in LNA o se, chissà. Immaginare la propria squadra nella serie cadetta non è facile, certo è che ora siamo ad un passo dalla retrocessione. </p>
<p><span id="more-1145"></span><br />
Avevo cominciato a seguire l&#8217;hockey su ghiaccio al mio arrivo in Svizzera qualche anno fa, quando la situazione era molto più rosea di oggi: l&#8217;Ambrì aveva vinto il primo derby visto alla tv, aveva un allenatore dal buffo accento francesizzante, giocatori con uno spirito positivo, c&#8217;era chi segnava tirando legnate dalla linea blu, chi falciava gli avversari con bastonate dietro le ginocchia e poi faceva spallucce. Poi il primo derby dal vivo, anche se in casa degli avversari. E da quel momento, anche se ancora facevo fatica a seguire il puck sul ghiaccio, è sbocciato il piacere di seguire questa squadra. La stessa che quell&#8217;anno si ritrovò a giocare i playoff. La stessa che poi si salvò ai playout negli anni successivi. La stessa che da giovedì si giocherà la permanenza in serie A.<br />
Nel frattempo ho imparato regole bizzarre come la liberazione vietata, e che le botte sono permesse ma la simulazione al contrario è vista malissimo, ho visto giocatori schiantarsi violentemente contro la balaustra e restare vivi, li ho visti allenarsi sul ghiaccio, vincere partite 7-1, perdere con altrettanto scarto, ho visto partite noiose addormentandomi sul divano, ho ascoltato tifosi cantare ininterrottamente per ore, partecipato a grigliate, mi sono imbucata alle feste di fine stagione, ho visto giocatori fare a cazzotti in pista e altri sedersi sul ghiaccio davanti alla curva per godersi i cori tutti per lui dopo una partita e ora, infine, il puck non sfugge più ai miei occhi.<br />
Ho seguito altre squadre e tifato anche contro, per il solo piacere di ritrovarmi sugli spalti con ben altri tre (3!) tifosi arrivati da Ginevra. E ho anche saltato sulle note di chi non salta bianconero è. Ancora mi fa strano, pur trattandosi di un altro sport, di altri bianconeri.<br />
Nel frattempo l&#8217;Ambrì è diventato un altro Ambrì, ha perso di colore ai miei occhi, ha fatto scelte che non ho condiviso, mi ha fatto arrabbiare, delusa e perplessa. L&#8217;allenatore che piaceva a me è stato esonerato, i miei giocatori preferiti sono partiti per altri lidi, ho continuato tra le altre cose a non vincere nulla alla lotteria di fine anno, altri allenatori sono arrivati, giocatori che promettevano bene, ma la noia e la svogliatezza hanno preso il sopravvento.<br />
Chi mi dice che con l&#8217;Ambrì è normale, che i tifosi di lungo corso ci sono abituati, chi si indigna, chi comunque si sorprende, chi si rattrista. E io? Ho provato a seguire altre squadre, ho persino tifato Lugano, ma il richiamo di quel bianco e quel blu mi si deve essere attaccato dentro, da qualche parte, quando avevo l&#8217;anima, hockeystica, ancora addormentata (cit.) e magari una volta metterò piede anche alla Valascia, ma voi, Ambrì, dovreste promettermi di non andare in pista con i coprilama ai pattini.</p>
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		<title>Modernità</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[oggetti improbabili]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina ho ascoltato in radio la pubblicità di uno di questi aggeggi moderni, un segnalatore di autovelox. La voce, femminile e rassicurante, ci racconta che l&#8217;oggetto da installare in auto segnala la presenza di tutti ma proprio tutti gli autovelox, in tempo reale, anche i più nascosti. Dunque, mi pare che per la legge tal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina ho ascoltato in radio la pubblicità di uno di questi aggeggi moderni, un segnalatore di autovelox.</p>
<p>La voce, femminile e rassicurante, ci racconta che l&#8217;oggetto da installare in auto segnala la presenza di tutti ma proprio tutti gli autovelox, in tempo reale, anche i più nascosti.</p>
<p><span id="more-815"></span>Dunque, mi pare che per la legge tal dei tali, del tal giorno, tale articolo, tutti gli autovelox debbano essere correttamente segnalati dall&#8217;apposito cartello con omino statico vestito da vigile-con-il-mal-di-schiena. Quindi forse per &#8220;nascosti&#8221; si intende per via della boscaglia cresciuta ai bordi delle strade per la poca manutenzione. Ok, ci sta.</p>
<p>In tempo reale: io me li vedo, questi osservatori ai bordi delle autostrade o a bordo di elicotteri, a controllare con i loro potenti cannocchiali, in tempo reale, che non ci sia per caso qualche omino vestito di arancione a sistemare autovelox qua e là, per non farsene sfuggire nemmeno uno, in tempo reale eh! Oppure hanno una talpa all&#8217;Anas.</p>
<p>La parte buffa dello spot però arriva alla fine.</p>
<p>La signorina in questione ci informa che il fantastico oggetto ci permette di rispettare sempre i limiti di velocità e di viaggiare sicuri.</p>
<p>Ai miei tempi, quando presi la patente nell&#8217;ormai preistorico 1996, per rispettare sempre i limiti di velocità era sufficiente rispettare il Codice della Strada e osservare quei bizzarri cartelli tondi bianchi contornati di rosso con un numero scritto all&#8217;interno.</p>
<p>Ma ai miei tempi, mi chiedo, c&#8217;erano già i velox oppure ancora esisteva la figura del vigile, quello vero, con l&#8217;apposita paletta, e senza mal di schiena?</p>
<p>Infine, hanno dato al povero segnalatore il nome di un animale, ma non l&#8217;hanno chiamato aquila o falco, insomma uno di quegli animali con la vista spiccata, di quelli che non si farebbero davvero sfuggire nemmeno un autovelox, nemmeno il più nascosto.</p>
<p>All&#8217;oggetto hanno dato il nome di quell&#8217;animale che si danna da decenni per catturare Beep-Beep, che puntualmente gli sfugge e lui, Will Coyote, finisce per fare la figura del fesso, ingegnoso sì ma pur sempre fesso, ad ogni episodio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche noi siamo diventati tivì</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 07:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
				<category><![CDATA[tivì]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio come diceva Homer Simpson in un famoso episodio della serie, abbiamo guardato tanta tivì e poi siamo diventati tivì anche noi. Dopo la faccenda dell&#8217;apocalittico viaggio in treno, siamo stati contattati da alcune testate, tra cui ilcorriere.it, e da uno degli autori del programma In mezz&#8217;ora, sì quello con Lucia Annunziata, e siamo stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio come diceva Homer Simpson in un famoso episodio della serie, abbiamo guardato tanta tivì e poi siamo diventati tivì anche noi.</p>
<p>Dopo la faccenda dell&#8217;<a href="http://www.angeloxx.it/blog/pensiero-del-giorno/nevearoma2012.html  ">apocalittico viaggio in treno</a>, siamo stati contattati da alcune testate, tra cui <a href="http://lucatleco.wordpress.com/2012/02/04/odissea-al-gelo-nel-treno-fermo-a-cesano-15-ore-di-viaggio-per-35-chilometri-da-il-corriere-della-sera/">ilcorriere.it</a>, e da uno degli autori del programma In mezz&#8217;ora, sì quello con Lucia Annunziata, e siamo stati invitati a partecipare alla trasmissione, la domenica stessa.</p>
<p><span id="more-781"></span><br />
Presi gli accordi logistici, ci sono venuti a prendere, quasi fino a casa, sfidando le ancora pessime condizioni stradali, destinazione via Teulada.<br />
Sulla Cassia, scene da un bombardamento: alberi caduti ovunque (se lo dice il sindaco che i pini romani non sono abituati alla neve, è una ragione botanica..), macchine con alberi appoggiati poco delicatamente sul cofano, sui parabrezza, gente che cammina per strada senza una meta e marciapiedi ridotti a cumuli di neve (e alberi).<br />
Alla fine, arriviamo. Alla portineria ci preparano i pass, si pranza alla mensa Rai (una distesa di cosce di pollo alla diavola), ci si presenta ai vari addetti ai lavori, ci accompagnano ai camerini.<br />
E qui viene la nota dolente, l&#8217;unica. Ognuno di noi si sarà fatto una propria idea di cosa sia un camerino. Non mi aspettavo certo una sala delle dive, una camera lussuosa, una stanza.. mi aspettavo, credevo, che il camerino fosse una semplice stanza, normale, pulita, gradevole. Tutto ciò che c&#8217;era della mia idea di camerino, in quello sgabuzzino, era lo specchio gigante.<br />
Poi siamo stati in sala regia. Bellissimo, tutti quei monitor, da far girare la testa. Tutti quei cavi, il video non parte, è servito l&#8217;intervento di uno che ne sa e il video si vedeva, e si sentiva, finalmente!<br />
Si torna in <del datetime="2012-02-23T17:51:41+00:00">camerino</del> sgabuzzino, veloce trucco e parrucco per evitare quel lucido sulla fronte che tanto stona in televisione.. e finalmente appare Lucia Annunziata, felice di esserci presentate, di persona è meno rasposa.<br />
Ci accompagnano in studio, ci sediamo sui nostri sgabelli dai quali dovremmo guardare solo verso la telecamera che abbiamo davanti, non verso il grande tavolo a cui sono seduti la conduttrice e Gabrielli, alla nostra sinistra. Difficilissimo!<br />
Telefona Alemanno, sì quello della faccenda degli alberi e dei mm di neve, attacca, si difende, ma più che altro attacca. Gabrielli, più che altro, fa spallucce.<br />
Alla fine arriva il nostro momento, e del pendolare di Cesena.<br />
Io in tivì sono rigidissima. Non parlo, parla Angelo, diciamo le cose come stanno, in treno, quella sera ci siamo sentiti abbandonati da un sistema Trenitalia decisamente inadeguato, inesistente.<br />
In tivì però mi sono divertita. Da casa, tutto sembra più grande, tutto così diverso. Vedere di persona quegli spazi, quella tecnologia è stato interessante.<br />
Beh, poi ci hanno contattati anche dalla redazione di un famoso programma della domenica, la settimana successiva. La seconda ondata di neve ha poi modificato i piani, quindi ciccia. Comunque, una cosa è parlare con la Annunziata, un&#8217;altra sarebbe stata avere davanti Giletti..</p>
<p>Ecco il video della puntata di In mezz&#8217;ora di quella domenica:</p>
<p>http://www.inmezzora.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-8e66cdc4-fb55-45f9-96c4-d3810ad3dd35.html?refresh_ce</p>
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		<title>Allenare la pazienza</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 14:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
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		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero: la neve, Trenitalia e la caldaia. Una dovrebbe esserci allenata, alla pazienza. Basta lavorare in una città come Roma (che di suo ce la mette tutta, tra auto parcheggiate alla come capita e in particolare sulle strisce pedonali, mai riconosciute se si cerca di attraversare, la lingua italiana abbandonata a se stessa ed una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero: la neve, Trenitalia e la caldaia.</p>
<p>Una dovrebbe esserci allenata, alla pazienza. Basta lavorare in una città come Roma (che di suo ce la mette tutta, tra auto parcheggiate alla come capita e in particolare sulle strisce pedonali, mai riconosciute se si cerca di attraversare, la lingua italiana abbandonata a se stessa ed una cortesia che proprio non le riesce). </p>
<p><span id="more-759"></span><br />
Poi ci sono i clienti da inseguire, i lavori da seguire, il capo da accontentare, le fatture, le convocazioni, la posta, le banche, le telefonate. Tutta la routine quotidiana insomma.</p>
<p>Poi, un bel giorno, arriva la neve. <br />
Io ho sempre amato la neve, tutto quel candore, la danza allegra dei suoi fiocchi, il cielo bianco e freddo. La neve mi rende sempre felice, mi fa tornare bambina. A Genova speravo sempre che nevicasse ed ogni tanto venivo accontentata. Anche qui a Roma, giusto due o tre fiocchi, così potevo dire, con soddisfazione, &#8220;nevica&#8221; e poi tutto finiva lì, poche ore dopo.</p>
<p>Quest&#8217;anno dicevano che sarebbe arrivata la nevicata del secolo, sì vabbè, si sa che a questi je piace esaggerare. <br />
Era un venerdì mattina, nevischiava, vado al lavoro lo stesso. Con me c&#8217;era Angelo, per un esame a Roma, alla mezza mi chiama dalla stazione, lo raggiungo di corsa, pare che fuori nevichi seriamente e che sarebbe passato un ultimo treno di lì a breve.</p>
<p>Ecco. Il termine &#8220;breve&#8221; quel giorno ha perso di significato.</p>
<p>Ore 13.36, il treno non passa. Non annunciano nulla, solo sul monitor semplicemente sparisce quel treno e appare quello delle 14,06. Si aspetta. Sparisce anche quello, appare il treno delle 14,36. Nessun annuncio. Questo giochetto va avanti per un po&#8217;, non passa nessun treno, solo alcuni nella direzione opposta. Nessun annuncio, nessun treno, si cerca di farsi venire a recuperare da qualcuno che a tentoni sta cercando invano di raggiungere comunque la città, tra strade chiuse e raccordo intasato da camion messi di traverso. </p>
<p>Intanto la banchina si riempie di gente, continua a nevicare, e Roma non ha uno spazzaneve, non ha una pala, nè un paio di catene, l&#8217;unico annunciatore di treni rimasto è andato in loop e continua a ripetere che per il giorno dopo sarebbe previsto il piano neve e gelo, tra l&#8217;ilarità tipicamente romana e la poca pazienza rimasta.<br />
Pare che un treno passerà, di lì a un&#8217;ora, ma non ci crede più nessuno. Proviamo a scendere per procacciarci del cibo e dell&#8217;acqua e qualche minuto di calduccio nel bar più vicino. Torniamo e la banchina è quasi del tutto vuota. Pare sia passato un treno, non annunciato e tutti ci si son tuffati a capofitto. Nevica ancora. Poco dopo passa un altro treno fantasma, non ci pare vero. Sono le 16,30 o giù di lì. </p>
<p>Poi il tempo si ferma. Passano le ore, si procede a rilento, ci fanno cambiare treno, pare che gli scambi dei binari si siano congelati, sono passate tre ore per un viaggio di nemmeno un&#8217;ora e ancora non si vede la meta, e nemmeno si riesce a raggiungere una stazione. Il nostro treno e quello successivo, abbandonati in mezzo alla campagna tra Olgiata e Cesano. Senza annunci, senza acqua, senza cibo, soli con la nostra pazienza e con un iPad per comunicare al mondo che siamo ancora vivi, senza speranza prima del disgelo, e si è fatta mezzanotte. Poi arriva un Carabiniere che ci dice di scendere e farcela a piedi, poi la Protezione Civile che ci redarguisce e ci fa restare sul treno. Il livello di pazienza è ai minimi storici, in più comincio ad annoiarmi, ho fame, sete, ho la tosse e voglio tornare a casa! Comincio a sbottare. Mancava solo che cominciassi a battere i piedi e piagnucolare come i bambini.</p>
<p>A Cesano ci siamo arrivati che era l&#8217;una e mezza di notte, con una motrice diesel capitata lì per caso. Evidentemente il piano neve e gelo della Regione Lazio prevedeva esclusivamente che la gente se ne restasse a casa propria, a fare pupazzi di neve in giardino.</p>
<p>A casa ci siamo arrivati alle due e mezza, a bordo di una camionetta della Santa Protezione Civile superaccessoriata e armata di catene in mezzo ad una bufera di neve, nemmeno la Cassia avevano spalato, figuriamoci l&#8217;Anguillarese. A casa il giardino era stracolmo di neve, neve in cortile, neve nei vasi, sul tetto, sul terrazzo, neve ovunque, tanta tanta bianchissima neve. </p>
<p>Ancora intontita per la serata trascorsa e non volendo soffermarmi a pensarci più di tanto, mi sono dedicata al mio pupazzo di neve, non ne facevo uno da 25 anni, è venuta bellissima (sì, era una femmina).</p>
<p>Passa una settimana, tra la nausea di risalire su un treno e gli immancabili ritardi e disagi, tra le strade ancora non spalate e le camminate sui ghiacci al mattino. Arriva di nuovo venerdì e, dicono, nevicherà di nuovo copiosamente. Stavolta gli crediamo. Ce ne stiamo a casa. Ne è di nuovo scesa tanta, ma tanta. Al punto che, persino io che tanto amo la neve, non ce la faccio più, non vedo l&#8217;ora che le strade tornino sgombre dai cumuli di neve, che si veda di nuovo il verde dell&#8217;erba in giardino, che i treni tornino a ritardare per i soliti insensati motivi.<br />
Finalmente le temperature salgono, torna il sole, i romani possono tornare a parcheggiare dove capita, senza quel fastidioso ghiaccio che vieta l&#8217;accesso ai marciapiedi. <br />
Passano quanti giorni..?</p>
<p>Perde acqua la macchinetta del caffè, l&#8217;assistenza ti spiega quali prove azzardate devi fare per vedere se poi magari riesci a farla funzionare (del tipo che devi pulire l&#8217;interno con uno spazzolino da denti o con una clip).<br />
Non riesci a trovare il tempo per dedicarti a queste prove tecnicamente ineccepibili, che ti si rompe la caldaia, così stai pure al freddo, senza caffè senza riscaldamento e senza acqua calda per lavarti. Dice, che ti importa, la casa mica è tua, tocca al proprietario la riparazione.<br />
Appunto, il proprietario. <br />
A nessuno piace l&#8217;idea di una spesa non prevista. A nessuno piace l&#8217;idea che si cerchi di farti fesso. A nessuno comunque piace l&#8217;idea di stare al freddo nè di tornare alla preistoria quando l&#8217;acqua calda non usciva ancora dai rubinetti ma si scaldava sui fornelli.<br />
Si aspetta un tecnico che non arriva e ora si aspetta un tecnico che arriverà.<br />
Io intanto esco a fare la spesa, magari alla Conad trovo anche un sacco di pazienza extra large, visto che la mia si è decisamente esaurita.</p>
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		<title>A volte ritornano..</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
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		<description><![CDATA[.. e se qualcuno si stesse chiedendo il perchè di tanta assenza o che cosa sia successo nel frattempo, beh.. alla prima domanda rispondono la mia proverbiale pigrizia e una totale mancanza di capacità organizzativa, alla seconda invece un divertente matrimonio (il nostro) e il viaggio di nozze in the iuesei! (seguono articoli dettagliati)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.. e se qualcuno si stesse chiedendo il perchè di tanta assenza o che cosa sia successo nel frattempo, beh.. alla prima domanda rispondono la mia proverbiale pigrizia e una totale mancanza di capacità organizzativa, alla seconda invece un divertente matrimonio (il nostro) e il viaggio di nozze in the iuesei! (seguono articoli dettagliati)</p>
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		<title>Apocalisse?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 21:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
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		<description><![CDATA[..no, soltanto una tromba d&#8217;aria, molto localizzata. Ieri sera tornando a casa mi son imbattuta in un mezzo disastro in mezzo alla strada:  alberi divelti, rami ovunque, il giardino della scuola che sembrava una discarica.. che sarà mai successo? Ad Anguillara è passata una tromba d&#8217;aria, in mattinata, ha prelevato il tetto in costruzione dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>..no, soltanto una tromba d&#8217;aria, molto localizzata.</p>
<p>Ieri sera tornando a casa mi son imbattuta in un mezzo disastro in mezzo alla strada:  alberi divelti, rami ovunque, il giardino della scuola che sembrava una discarica.. che sarà mai successo?</p>
<p><span id="more-239"></span></p>
<p>Ad Anguillara è passata una <a href="http://bit.ly/c6NoO7">tromba d&#8217;aria</a>, in mattinata, ha prelevato il tetto in costruzione dalla chiesa e l&#8217;ha appoggiato sul tetto della scuola, ha scaraventato i bidoni della spazzatura (quelli grandi, non i bidoncini della differenziata porta a porta) a decine di metri di distanza, depositandoli a testa in giù in un angolo del giardino, per me l&#8217;immagine più eclatante.</p>
<p>Già temevo per i miei cachi e per i kiwi ancora da raccogliere, immaginavo scene appunto apocalittiche una volta tornata a casa, ma per fortuna appena due vie più in là per strada non c&#8217;era nemmeno una foglia!</p>
<p>Così stamattina sono persino uscita presto di casa per fare qualche foto:</p>

<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/alberello' title='alberello'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/alberello-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="alberello" title="alberello" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/albero' title='albero'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/albero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="albero" title="albero" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/resti-albero' title='resti albero'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/resti-albero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="resti albero" title="resti albero" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/tromba-d-aria' title='tromba d aria'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/tromba-d-aria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tromba d aria" title="tromba d aria" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/tromba-d-aria-auto' title='tromba d aria auto'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/tromba-d-aria-auto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tromba d aria auto" title="tromba d aria auto" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/tromba-d-aria-strada' title='tromba d aria strada'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/tromba-d-aria-strada-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tromba d aria strada" title="tromba d aria strada" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/tromba-d-aria-vialetto' title='tromba d aria vialetto'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/tromba-d-aria-vialetto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tromba d aria vialetto" title="tromba d aria vialetto" /></a>
<a href='https://www.lapatty.it/varie/apocalisse.html/attachment/tromba-d-aria-2' title='tromba d aria'><img width="150" height="150" src="https://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/10/tromba-d-aria--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="tromba d aria" title="tromba d aria" /></a>

<p>Purtroppo però i bidoni erano già stati sistemati.</p>
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		<title>Rendez-vous</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 14:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patty</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche sabato fa, complice facebook che ci ha fatte ritrovare, ho rincontrato due compagne di classe che non vedevo da.. 15 anni! Simona si trovava a Roma per un matrimonio, Loretta invece vive qui ormai da tempo. Io sono partita da casa con il solito treno del mattino, destinazione Garbatella. Al momento di prendere l&#8217;autobus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche sabato fa, complice <a href="http://www.facebook.com/pattonza" target="_blank">facebook</a> che ci ha fatte ritrovare, ho rincontrato due compagne di classe che non vedevo da.. 15 anni!</p>
<p>Simona si trovava a Roma per un matrimonio, Loretta invece vive qui ormai da tempo.</p>
<p><span id="more-172"></span>Io sono partita da casa con il solito treno del mattino, destinazione Garbatella. Al momento di prendere l&#8217;autobus ho incontrato qualche difficoltà: mi chiedo come facciano i romani a raggiungere le loro destinazioni visto che nè i passanti nè gli stessi autisti dei bus conoscono mai i percorsi dei mezzi che prendono/conducono..</p>
<p>Simona non è cambiata per niente, sempre lo stesso visino allegro e furbo, sempre la stessa spiazzante simpatia, soltanto che adesso ha preso uno spiccato accento piemontese (che stranamente, da quando io sono via, hanno acquisito anche tutti coloro che sono rimasti a Torino..)</p>
<p>Loretta invece è inevitabilmente un po&#8217; diversa da allora: con un grande pancione che a breve le regalerà un bimbo! Lei è diventata ormai romana a tutti gli effetti, parla con accento marcato e le troncature tipiche di queste parti, e parcheggia dove non si potrebbe.</p>
<p><a href="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/08/simo-e-loretta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-181" style="margin: 5px;" title="simo e loretta" src="http://www.lapatty.it/wp-content/uploads/2010/08/simo-e-loretta-300x225.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>La mattinata è trascorsa passeggiando per la città, cercando invano di entrare ai Fori Imperiali (devo ricordarmene: <span style="text-decoration: underline;">non</span> salire fino alla Basilica di Santa Francesca Romana, perchè tanto da lì <span style="text-decoration: underline;">non</span> si entra!), fermandoci qua e là a chiacchierare.</p>
<p>Tappa obbligata è stata il Vittoriano, almeno lì c&#8217;era un po&#8217; d&#8217;ombra.. La Tomba del Milite Ignoto sull&#8217;Altare della Patria è sorvegliata da due militari, il resto dell&#8217;edificio da una guardia in costante apprensione: guai ad appoggiare la bottiglietta sul parapetto, arriva la guardia a fare no con il dito, e guai a sgranchirti i piedi appoggiandoli sulle infradito, la guardia arriva e ti punta il dito minaccioso..</p>
<p>Abbiamo visitato la mostra &#8221;Storia di uomini e di armi&#8221;, dedicata alle Forze Armate (divise e armi d&#8217;epoca, maschere antigas per i cavalli!)</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/08/il-trio.jpg"><img class="alignright" style="margin: 5px;" title="il trio" src="../wp-content/uploads/2010/08/il-trio-300x225.jpg" alt="" width="284" height="213" /></a>Volevamo poi pranzare al Ghetto, ma al Ghetto di Shabbat avremmo trovato ben poco.. Abbiamo così ripiegato su una simpatica kebaberia in zona Trastevere, gestita da cinesi.. con tanto di romanissimi &#8220;invortini primavera&#8221;! Ben rimpinzati di pizza e Gatorade, siamo stati raggiunti da Loretta con il suo pancione e ci siamo trasferiti in una bianchissima gelateria con tanto di spruzzini di acqua fresca, dove abbiamo chiacchierato di tutte le vecchie compagne di scuola, dei prof, ricordato le gite scolastiche.. non abbiamo ancora capito perchè nessun professore ci volesse mai accompagnare nonostante fossimo una classe di sole donne davvero poco moleste..</p>
<p>E&#8217; curioso rivedersi dopo tanti anni e una vita passata nel mezzo, e ritrovarsi quasi come se ci fossimo salutate solo il giorno prima, come se quegli anni passati insieme giorno dopo giorno tra i banchi di scuola ci avessero segnate per sempre.</p>
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